Lo sapevi che dagli scarti delle mele si può creare un materiale simile alla pelle? Si chiama AppleSkin ed è una delle alternative vegane più interessanti nel mondo della moda sostenibile. Ma come nasce e perché sempre più brand la scelgono?
Una seconda vita per le mele
Ogni anno, durante la produzione di succhi e altri prodotti alimentari, tonnellate di bucce e torsoli di mela finiscono tra gli scarti. Un’azienda italiana ha avuto l’idea di recuperare questi residui per trasformarli in un materiale innovativo: l’AppleSkin.
Il processo combina le fibre delle mele con altri materiali bio-based e una piccola parte di poliuretano per ottenere un tessuto resistente e dall’aspetto molto simile alla pelle.
A cosa serve l’AppleSkin?
Questo materiale è già utilizzato in moltissimi prodotti:
- Scarpe vegane
- Borse e zaini
- Portafogli e accessori
- Rivestimenti per interni (come sedili e rivestimenti auto)
Ha una superficie liscia, può avere finiture opache o lucide, ed è anche piacevole al tatto. Il tutto senza usare derivati animali.
Perché è una buona scelta?
L’AppleSkin è:
- Vegana e cruelty-free
- Sostenibile, perché nasce da scarti di produzione
- Prodotta in Italia, unendo innovazione e qualità
- Versatile, perché si adatta a molti usi nel design e nella moda
Inoltre, riduce il bisogno di pelle animale e di materiali sintetici derivati dal petrolio.
Moda e ambiente: si può
Materiali come l’AppleSkin dimostrano che è possibile conciliare estetica, qualità e rispetto per l’ambiente. Scegliere un accessorio fatto con questo tipo di pelle alternativa significa fare un piccolo passo verso una moda più consapevole.
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